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Sono tanti gli italiani che, complice anche la pandemia, hanno deciso di adottare un animale domestico. Una compagnia insostituibile, ma che rappresenta sicuramente anche un elemento da non sottovalutare quando si tratta di mantenere la propria casa pulita. A offrire un interessante quadro della situazione è Dyson, che tramite i risultati del proprio Studio Globale sulla Polvere, indaga abitudini e comportamenti di pulizia, approfondendo la consapevolezza di ciò che si nasconde nella polvere domestica e il potenziale impatto che questa può avere sul benessere delle persone.

Lo studio, condotto su 32.282 intervistati in 33 Paesi rivela che il 60% degli italiani ha un animale domestico; di loro, il 62% ha un cane e il 52% ha un gatto.

Meno della metà degli intervistati italiani pone un limite ai movimenti dell’animale in casa. Per chi lo fa, le zone in cui i quattro zampe si muovono di più sono quelle comuni a tutti gli abitanti: salotto, cortile, cucina.

I gatti, inoltre, sono più facilmente accolti su letti e divani rispetto ai cani. Basti pensare che il 46% dei gatti italiani dorme sul letto del proprio padrone, contro solo il 29% dei cani – percentuale che scende fino al 16% o addirittura al 14% rispettivamente in Messico e Cina.

Venendo alla toelettatura degli animali domestici, quasi tutti i padroni intervistati a livello globale se ne occupano anche a casa. Ma con quale frequenza? In Italia, il 40% dei gatti viene spazzolato almeno una volta a settimana, contro il 33% dei cani. Il motivo è principalmente quello dell’igiene, con gli italiani maggiormente interessati alla pulizia dell’animale in sé che non dell’animale e della casa al contempo.

Da ultimo, sono purtroppo tanti i padroni che ignorano cosa si nasconde nel pelo dei propri amati compagni a 4 zampe – ad esempio, solo 1 italiano su 4 è consapevole che possa trasportare pollini, virus, residui di cibo e feci degli acari. Maggiore consapevolezza invece su batteri, polvere e particelle di sabbia/terreno e acari. Record negativo per Belgio, Spagna e Portogallo, dove è ben il 6% dei padroni intervistati a credere che il pelo non contenga nessuno di questi elementi.

“L’impatto degli animali domestici in casa va oltre quello che è visibile ai nostri occhi. Rimuovere efficacemente i peli degli animali domestici è importante, ma ci sono problemi invisibili a occhio nudo, come la forfora animale sporca di saliva,” spiega Monika Stuczen, ricercatrice Dyson in microbiologia. “Queste particelle microscopiche possono trasportare in giro per la casa le proteine che scatenano le allergie. Leggere e minuscole, possono rimanere sospese nell’aria per ore, o depositarsi sugli oggetti”.

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