Con l’arrivo del freddo molti proprietari di animali domestici abbassano la guardia, pensando che pulci e zecche “spariscano” fino alla bella stagione. Ma non è così. In realtà c’è un forte scollamento tra percezione e realtà come rileva la survey commissionata da MSD Animal Health alla società di ricerche Savanta e condotta a livello globale, in 15 Paesi, su medici veterinari e pet owner.
Secondo l’indagine, infatti, in Italia solo il 7% dei pet owner considera pulci e zecche un pericolo presente tutto l’anno. Tra i medici veterinari, invece, questa percentuale sale al 79%, quasi quattro volte più alta rispetto alla media globale. Un divario netto che si riflette nei comportamenti: i proprietari concentrano la prevenzione tra giugno e agosto, mentre i medici veterinari segnalano casi e trattamenti anche in autunno e inverno.
La vita con un pet è una scelta condivisa da molte famiglie italiane: il 74% vive con un cane, il 66% con un gatto e quasi la metà ospita più di un pet nella stessa casa. Nonostante questa vicinanza quotidiana agli animali e il fatto che il 37% abbia già affrontato almeno un episodio con pulci o zecche, la percezione del rischio rimane bassa.
Anche nella gestione emergono difficoltà: quasi 1 proprietario su 2 fatica a ricordarsi di somministrare regolarmente i trattamenti antiparassitari e una percentuale analoga trova complicato applicarli. Tra chi incontra problemi, le barriere più comuni sono il rifiuto del medicinale, l’agitazione o discomfort e la difficoltà a far restare fermo il pet.
Coinvolto da MSD Animal Health per fare chiarezza sul fenomeno, il dottor Giuseppe Faranda, medico veterinario e noto divulgatore, ha confermato che, a discapito di quanto si creda, «le zecche non spariscono con il freddo: sono presenti 365 giorni l’anno e l’unico modo per proteggere davvero i nostri animali è evitare che riescano a salire e nutrirsi sul cane o sul gatto. Interrompere la prevenzione è rischioso”. Faranda ricorda anche che i sintomi delle malattie trasmesse da zecche possono essere più gravi «nei soggetti molto giovani, anziani o con difese immunitarie compromesse. Per questo la scelta del trattamento più adatto va sempre personalizzata con il proprio veterinario, anche in base allo stile di vita dell’animale”.
Le zecche non vanno in letargo: Restano attive anche nei mesi freddi, soprattutto (ma non solo) nelle aree temperate.
La puntura è indolore: La saliva contiene sostanze anestetiche: è anche per questo che spesso passano inosservate e si scoprono tardi.
Possono trasmettere malattie serie: Tra queste figurano Malattia di Lyme, Ehrlichiosi e Babesiosi. Se molto numerosi, i ripetuti pasti di sangue possono persino causare anemia.
Possono restare attaccate cinque giorni: Una volta ancorate con il loro apparato boccale, si nutrono per giorni prima di staccarsi da sole al termine del pasto di sangue. Aspettare che “cadano” non è sicuro: durante questo tempo possono trasmettere malattie, per questo è importante rimuoverle correttamente appena individuate.
Sono quasi invisibili: Come riconoscerle? Possono essere minuscole e difficili da vedere: piccole come la punta di una matita o grandi come fagioli quando sono piene di sangue. Quindi, possono apparire come rigonfiamenti di piccola o media dimensione sulla pelle, mentre la presenza di otto piccole zampe è il segno inequivocabile che si tratti di una zecca.
Si nascondono in aree calde e protette: Preferendo le zone calde e riparate, è bene controllare attentamente sotto le zampe anteriori e posteriori, l’interno delle orecchie, fra le dita e attorno al mento e al muso.
Come ridurre il rischio: Evitare aree con erba alta, arbusti e margini dei boschi; intorno a casa, tagliare la vegetazione e creare piccole barriere naturali con pacciamatura o trucioli di legno. Dopo le passeggiate controllare sia il cane sia se stessi e preferire abiti chiari, che rendono più semplice individuare le zecche.
Come rimuoverle correttamente: Se la zecca si muove sul pelo, può essere rimossa facilmente con una spazzola o con le dita. Se è ancorata alla cute, va estratta con pinzette per sopracciglia o apposite per zecche, afferrandola vicino alla pelle e tirando senza schiacciarla. Una volta rimossa, inserirla in un contenitore a chiusura ermetica con dell’alcol o disinfettante per le mani e portarla al veterinario per verificare il pet non sia stato esposto a malattie.
Supporto per la prevenzione: PetChec: La survey mostra quindi quanto memoria, percezione del rischio e difficoltà pratiche influenzino la costanza dei trattamenti. Per questo oggi sempre più proprietari cercano strumenti che li aiutino a orientarsi nel quotidiano. Tra questi c’è PetCheck, app di MSD Animal Health innovativa e gratuita, basata sull’AI che permette di sapere in modo semplice ciò che spesso sfugge: segnalazioni in tempo reale di zecche nella propria zona; una stima del potenziale numero di pulci presenti in casa; contenuti chiari e verificati su parassiti e prevenzione.
Scaricata da oltre 36.000 utenti, PetCheck rappresenta un supporto concreto per chi vuole prendersi cura del proprio animale senza stress.




