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La concentrazione della frazione magnetica del PM10 è mediamente raddoppiata nel periodo successivo al primo lockdown, come è emerso dalle analisi magnetiche operate sui filtri giornalieri delle centraline di controllo della qualità dell’aria delle zone di Roma a maggiore impatto da traffico veicolare. Questo è il risultato di uno studio condotto dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Lazio.
Il lavoro, recentemente presentato all’Assemblea generale della European Geosciences Union, è frutto della Convenzione stipulata tra i due Enti in merito alla caratterizzazione magnetica del PM, e ha ulteriormente evidenziato che le emissioni da non esauste da abrasione dei freni dei veicoli costituiscono la principale sorgente di inquinanti metallici in area urbana.

I risultati ottenuti sulle zone ad intenso traffico veicolare sono stati comparati con quelli relativi a zone rurali caratterizzate da modesto impatto antropico che, invece, non hanno evidenziato differenze magnetiche significative tra i periodi di lockdown e post lockdown.

L’impatto del lockdown sulla concentrazione delle polveri atmosferiche è stato ampiamente dibattuto, non essendo stata riscontrata la sua generalizzata riduzione, a differenza di quanto osservato per gli inquinanti gassosi e, in particolare, per gli ossidi di azoto.
Infatti, le condizioni metereologiche, il trasporto di polveri naturali provenienti dal Mar Caspio e dal Sahara, che nel periodo del lockdown hanno provocato concentrazioni anche superiori ai 100 µg/m3 ossia il doppio del limite di legge, nonché fenomeni di risospensione di polveri precedentemente deposte al suolo, possono provocare livelli alti di polveri atmosferiche non direttamente legate alle sorgenti primarie di inquinamento.
In tal senso, le analisi magnetiche operate sui filtri PM hanno fornito informazioni originali utili alla differenziazione tra particolato atmosferico di origine naturale e antropica, particolarmente efficaci per il riconoscimento dei diversi contributi dovuti alle emissioni da traffico veicolare e per la determinazione dell’impatto delle misure più drastiche di lockdown sulla qualità dell’aria.

Questo studio si inserisce nel contesto delle attività di monitoraggio e biomonitoraggio magnetico della qualità dell’aria sviluppate presso il Laboratorio di Paleomagnetismo dell’INGV, indirizzate a fornire strumenti utili all’interpretazione dei dati sull’inquinamento atmosferico e, in prospettiva, funzionali alle misure da intraprendere per ridurre l’impatto ambientale delle sorgenti emissive antropiche.

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