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Nello, un bellissimo cocker nero, ha fatto visita al suo padrone ricoverato in condizioni critiche da circa due settimane presso il reparto di terapia intensiva dell’Ospedale San Giuseppe di Empoli.

Era la prima volta che un animale da compagnia entrava nella terapia intensiva del San Giuseppe e l’incontro ha coinvolto i sanitari presenti che lo hanno organizzato, anche attraverso il coordinamento infermieristico di Lucia Salvadori, mettendo in atto, tutte le procedure previste dal regolamento aziendale sul Pet visiting: l’importante ed efficace percorso dell’umanizzazione delle cure previsto dalla regione Toscana ed in particolare nei contesti assistenziali ad alta criticità.

“Superata la fase critica e risvegliato il paziente dal coma farmacologico, – spiega il direttore del reparto, dottor Rosario Spina- la presenza delle persone care rappresenta uno stimolo psicologico, ed è determinante: in particolare il legame di amicizia tra l’ uomo ed il cane, i gesti affettuosi convenzionali che si scambiano fungono da elemento facilitatore per lo svezzamento dalle cure intensive” .

Nello ha potuto riconoscere il suo padrone gli si è avvicinato lo ha annusato, salendo sul letto, ed in cambio ha ricevuto delle tenere carezze dalla mano del suo amato padrone.

La pet-therapy è anche prevista nelle linee-guida di trattamento della Critical Care Society U.S.A.

“La terapia intensiva di Empoli – sottolinea Spina- come nella maggior parte delle terapie intensive toscane è una rianimazione “aperta”, non solo perché i familiari possono entrare senza limiti di orario, ma “aperta” significa anche più umana. Fino a poco tempo fa le terapie intensive erano i luoghi più chiusi degli ospedali; adesso si prendono cura anche delle famiglie con i loro problemi, i dubbi, i pianti che queste circostanze creano”.

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