No Banner to display

Print Friendly, PDF & Email

Via i rifiuti marini dall’Adriatico. Il nuovo progetto europeo MARLESS, a cui partecipa anche l’Università di Bologna, punta a realizzare tecnologie e approcci innovativi e sostenibili per il controllo degli scarti inquinanti nelle acque adriatiche, coinvolgendo anche rappresentanti del settore turistico e dell’acquacultura.

Tra gli obiettivi del progetto c’è la raccolta di 50 tonnellate di rifiuti marini, che sono costituiti soprattutto da plastica e in molti casi provengono dalla terraferma. È previsto inoltre un focus sulle microplastiche: ne saranno raccolti 250.000 frammenti e verranno messe a punto una serie di azioni mirate di prevenzione e monitoraggio in mare, in particolare in corrispondenza delle foci fluviali.

Finanziato nell’ambito del programma europeo Interreg Italia-Croazia, MARLESS è coordinato da ARPAV, l’Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto, e coinvolge tra i partner anche l’Università di Bologna, con il CIRI Frame come referente, insieme al Centro Interdipartimentale di Ricerca per le Scienze Ambientali e al Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie.

Gli studiosi dell’Alma Mater saranno al lavoro in particolare sulla sperimentazione di droni marini equipaggiati con un sistema di filtraggio delle acque, sulla riduzione dei rifiuti prodotti dall’acquacoltura e sulla possibile trasformazione in combustibile dei rifiuti plastici attraverso la pirolisi.

Il progetto MARLESS coinvolge tredici partner: sette italiani e sei croati.

Share Button

No Banner to display