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Leishmaniosi e sanità: quali novità per il controllo del serbatoio canino”: è questo il nome dell’evento formativo supportato da MSD Animal Health rivolto ai Medici Veterinari delle regioni Veneto, Friuli-Venezia Giulia e delle province di Trento e Bolzano con l’obiettivo di aggiornare i Medici Veterinari sulla diffusione, il monitoraggio e la prevenzione della Leishmaniosi, una patologia che si sta diffondendo sempre più anche nelle regioni del Nord Italia e che risulta ormai endemica in tutto il territorio nazionale.

Un incremento che vede le sue cause principali nelle alterazioni stagionali e nelle tendenze socioculturali degli ultimi anni – come il fenomeno del “turismo con il cane al seguito” e le adozioni di cani da zone storicamente endemiche – che contribuiscono ad ampliare l’area di distribuzione di questa malattia.

Non solo, l’evento formativo organizzato dalla Federazione degli Ordini Veterinari della regione Veneto e dall’Ordine dei Medici Veterinari di Udine supportato da MSD Animal Health ha rappresentato  una risposta concreta alle novità introdotte dalla recente Circolare emessa dal Ministero della Sanità con oggetto “Prevenzione e controllo della Leishmaniosi in Italia”, con l’obiettivo di aggiornare le informazioni, le indicazioni operative e i flussi di notifica e sorveglianza della malattia nel cane e nell’uomo. Nella Circolare si ribadisce la natura zoonotica della malattia, quindi il rischio che rappresenta per l’uomo, oltre che per il cane e vengono inoltre descritte le misure di prevenzione di massa e individuali da applicare sul cane per limitare la diffusione dell’infezione sul territorio. Oltre, dunque, all’applicazione di repellenti e insetticidi contro i flebotomi, la Circolare ricorda l’importanza di una diagnosi tempestiva, di un corretto protocollo terapeutico e di un monitoraggio sanitario del cane leishmaniotico e – per la prima volta – inserisce nelle misure di prevenzione individuale anche la vaccinazione anti-leishmania, oltre all’utilizzo di presidi repellenti quali collari e spot-on.  Si ribadisce inoltre l’importanza di proteggere anche i cani infetti e malati mediante l’impiego di insetticidi sistemici da somministrare per via orale, in grado di uccidere quei flebotomi che, alimentatasi sui cani infetti o malati, potrebbero diffondere la malattia ad altri cani o all’uomo. 

L’evento ha visto la realizzazione di due appuntamenti via web, rispettivamente per i Medici Veterinari della Regione Veneto, con il coordinamento della FROV e per i Medici Veterinari della Regione  Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige coordinati dall’Ordine dei Medici Veterinari di Udine cui hanno partecipato Alda Natale, Medico Veterinario Direttore della Struttura Complessa Territoriale di Padova e Adria- Diagnostica in Sanità Animale  -presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie; Rudi Cassini, Professore Associato di Parassitologia e Malattie Parassitarie  presso il Dipartimento di Medicina Animale, Produzioni e Salute  dell’Università di Padova e Giulia Simonato, Ricercatore presso il Dipartimento di Medicina Animale, Produzioni e Salute dell’Università di Padova.

Come sottolineato anche all’interno della Circolare del Ministero della Sanità, è importante ricordare che la Leishmaniosi, oltre a essere un pericolo per il cane, è un rischio anche per l’uomo e, sebbene non esistano possibilità di trasmissione diretta, è fondamentale proteggere il cane per limitare la diffusione di questa malattia all’uomo, secondo un approccio One Health per cui salute animale, umana e ambientale sono strettamente correlate e imprescindibili l’una all’altra. Per questo motivo, l’invito a  una maggiore collaborazione tra diverse figure professionali, medici veterinari, medici di base, dermatologi, epidemiologi, risulterà sempre più necessaria per contenere in modo efficace la diffusione di questa malattia, ormai endemica su tutto il territorio italiano.

“Per combattere la Leishmaniosi in modo efficace, l’individuazione del caso autoctono è fondamentale, è questo il campanello d’allarme che deve spingere gli operatori di sanità pubblica, che si avvalgono anche delle segnalazioni dei  Medici Veterinari L.P.,  ad attivare una serie di indagini ulteriori per mettere in campo sin da subito le giuste misure di prevenzione e controllo” – ha commentato Rudi Cassini, Professore Associato di Parassitologia e Malattie Parassitarie presso il Dipartimento di Medicina Animale, Produzioni e Salute dell’Università di Padova – “In particolare, è la prevenzione di massa a giocare il ruolo chiave, come ci dimostra il caso del comune di Calaone, nei Colli Euganei dove, nel  2006-2007 abbiamo riscontrato un focolaio stabile, con una siero prevalenza del 32,4% e dopo 10 anni, a seguito di una campagna di sensibilizzazione dei  residenti,  finalizzata  a stimolare l’impiego di massa dei presidi repellenti sui cani,   abbiamo  osservato una riduzione  della siero-prevalenza al  6,3%. Il caso di Calaone ci deve dunque far riflettere: è un esempio lampante di come piani di monitoraggio e sorveglianza possano fare la differenza e di quanto sia determinante sensibilizzare Medici Veterinari e proprietari sull’importanza della prevenzione”. 

 “La Leishmaniosi è in costante aumento ed è evidente che oggi anche le regioni del Nord Italia non possano considerarsi escluse dal problema – ha commentato Liliana Colombo, Medico Veterinario, Market Access Manager, MSD Animal Health Italia – “Per questo è fondamentale mettere in campo tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione, a partire dalla formazione e dall’aggiornamento dei Medici Veterinari che, giorno dopo giorno, affrontano la malattia in prima persona. Come MSD Animal Health ci impegniamo per supportare tutti i professionisti della salute e siamo per questo orgogliosi di aver supportato la realizzazione di questo evento formativo così importante. Crediamo che, insieme, con interventi di prevenzione mirati e soluzioni concrete, sia possibile far fronte a questa malattia sempre più diffusa”.

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