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Il mercato pet food in Italia cresce anche nel 2024

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Joyful woman sits with her pets on a cozy couch
È stata presentata a Zoomark la XVIII edizione del Rapporto Assalco-Zoomark, che dedica una sezione approfondita al ruolo sociale e sanitario degli animali da compagnia. Una lettura trasversale e aggiornata che evidenzia come la presenza degli animali nelle famiglie italiane vada ben oltre la sfera affettiva, assumendo una funzione rilevante in termini di benessere, salute pubblica, inclusione e qualità della vita.
“Oggi gli animali da compagnia – afferma Giorgio Massoni, Presidente di Assalco – rappresentano una presenza strutturale nella società italiana, con un impatto crescente sul benessere individuale, sull’inclusione sociale e sulla salute pubblica. Il Rapporto Assalco-Zoomark 2025 documenta con evidenze chiare come la relazione uomo-pet sia un fattore di equilibrio sociale, sostenibilità del welfare e qualità della vita. Integrare questa presenza nei contesti abitativi, sanitari e lavorativi significa adottare una visione moderna e lungimirante delle politiche per la salute e la coesione sociale”.
In Italia vivono quasi 65 milioni di animali da compagnia, con oltre 20 milioni tra cani e gatti, una popolazione stabile ma in continua evoluzione. Crescono i gatti e i cani di piccola taglia, mentre si riducono pesci e uccelli, complice anche l’adeguamento normativo e la riduzione dei negozi che vendono animali vivi. Questa distribuzione sarà presto monitorata con maggiore precisione grazie all’avvio dell’Anagrafe nazionale degli animali da compagnia ovvero del Sistema di Identificazione Nazionale degli Animali da Compagnia, con obbligo di registrazione di tutti gli animali d’affezione, sviluppato dal Ministero della Salute con l’obiettivo di garantire dati puntuali che permettano piena tracciabilità, programmazione sanitaria e l’implementazione di misure per la tutela del benessere animale. Il rapporto sottolinea come il 96% dei pet owner consideri il proprio animale parte integrante della famiglia, un dato che si riflette anche nei risultati di studi internazionali: vivere con un pet produce benefici emotivi e psicologici comparabili a quelli delle relazioni sociali strette, con impatti concreti sulla qualità della vita come osservato nella ricerca pubblicata dalla University of Kent in collaborazione con la London School of Economics.
Emerge sempre di più che la relazione quotidiana con l’animale da compagnia può fornire un supporto emotivo comparabile a quello offerto dalle relazioni umane e familiari significative. Questo è particolarmente evidente in alcune fasce d’età, ad esempio nella popolazione anziana. La presenza di un animale d’affezione è associata alla riduzione di ansia, depressione e sedentarietà, con effetti benefici anche sulla salute cardiovascolare. Si stima una riduzione del 15% nel ricorso a visite mediche da parte dei senior, effetti benefici al pari di un farmaco e un rimedio contro la solitudine, che si traduce in un risparmio annuo di circa 4 miliardi di euro per il Servizio Sanitario Nazionale. A questi dati si affianca l’importante crescita degli Interventi Assistiti con gli Animali, applicati in contesti clinici ed educativi: dai disturbi dello spettro autistico fino alla neuropsichiatria. Le linee guida nazionali, coordinate dall’Istituto Superiore di Sanità, ne garantiscono l’applicazione professionale, scientificamente validata.
Sempre più diffuso anche il fenomeno della pet inclusion negli ambienti di lavoro: dalle aziende private al Senato della Repubblica e alla Regione Sicilia, fino a università come Verona, Trento e Milano-Bicocca, cresce il numero di ambienti lavorativi che permettono ai dipendenti di portare il proprio animale d’affezione in ufficio, nel rispetto di apposite procedure. Queste iniziative migliorano il clima lavorativo, riducono lo stress e rafforzano le relazioni sociali, promuovendo una nuova concezione del benessere organizzativo. In parallelo, il rapporto documenta numerose esperienze in cui animali addestrati svolgono funzioni a servizio della collettività: dal contrasto alla Xylella e alla peste suina africana, alla tutela della biodiversità marina con i “Tartadogs”, fino al monitoraggio post-bellico con i cani antimina.
Il riconoscimento del valore degli animali da compagnia si riflette anche sul piano istituzionale. Se a livello europeo assistiamo ad una svolta storica con la nomina di un Commissario per la salute e il benessere animale, a livello italiano il disegno di legge per la riforma dei reati contro gli animali avanza nel proprio iter legislativo riconoscendo l’animale come meritevole di tutela. A livello giuridico sempre più frequentemente, le sentenze dei tribunali italiani attribuiscono dignità relazionale al legame con il pet, riconoscendo il danno morale per la sua perdita come lesione di un diritto afferente alla sfera relazionale e identitaria della persona.
In questo scenario, ASSALCO continua a promuovere un dialogo per valorizzare appieno il contributo degli animali da compagnia al progresso sociale.
Questo cambiamento culturale, che vede gli animali da compagnia assunti a parte attiva del benessere individuale e collettivo, si inserisce in un contesto normativo ed economico più ampio: quello tracciato dalle direttrici europee del Green Deal, che pongono la sostenibilità ambientale al centro delle politiche produttive e dei modelli di consumo. Anche il settore del pet food è presente in questo percorso e si confronta con l’evoluzione degli obiettivi ambientali, normativi e comunicativi. Il settore del pet food partecipa attivamente alla transizione ecologica europea, adeguandosi alle nuove normative ambientali come il Regolamento UE sugli imballaggi e la Direttiva contro il greenwashing. Per misurare in modo oggettivo l’impatto ambientale dei prodotti, è stato sviluppato e recentemente aggiornato un metodo di calcolo e comunicazione sulle performance ambientali degli alimenti per cani e gatti, denominato PEFCR Pet Food, riconosciuto dalla Commissione Europea e basato sulla valutazione dell’intero ciclo di vita del prodotto. A questo si antepone una storica sostenibilità del prodotto pet food  basata sull’utilizzo di sottoprodotti dell’industria alimentare umana, che consente di valorizzare risorse nutrizionalmente pregiate e sicure dal punto di vista sanitario, dando vita ad un efficace modello di economia circolare. Il ruolo sociale dei pet, dunque, si accompagna a una responsabilità ambientale concreta, condivisa dall’intera filiera e riconosciuta dalle istituzioni comunitarie. Integrazione ambientale, benessere animale e impatto sociale diventano così assi portanti di un nuovo approccio culturale, che unisce cura, innovazione e sostenibilità in una visione condivisa del futuro.

I prodotti per gatto rappresentano il 56,3%del valore complessivo, con un fatturato di 1.758 milioni di euro, e mostrano una dinamica in crescita, trainata dall’umido. Anche i prodotti per cane segnano un +2,1% di aumento, attestandosi a 1.367 milioni di euro, con unacrescita maggiore nel secco.

Nel 2024 i prodotti per l’alimentazione di cani e gatti hanno sviluppato nel nostro Paeseun giro d’affari che ha superato i 3,1 miliardi di euro, con un aumento a valore del 3,7% rispetto al 2023. Si tratta di un risultato positivo,che rappresenta tuttavia un leggero rallentamento sul fronte dei volumi,che segnano un -1,4% e che riallinea il dato al livello del 2021. Inserendo il trend a valorenel più ampio contesto dei consumi in Italia, si nota come il settore degli alimenti per cani e gatti anche quest’anno abbia performato meglio del Largo Consumo Confezionato, cresciuto del 2,1%.L’andamentodel mercato degli alimenti per cane e gatto registrato quest’anno si inserisce in un trend di medio periodo fortemente positivo che segna un tasso medio di crescita dal 2021 al 2024 a valore pari al +9,8%, che ha portato il mercato dai 2,4 miliardi di euro del 2021 ai 3,1 del 2024.

Rispetto al totale pet food, il segmento degli alimenti umidi si conferma il più importante con il 49% di quota e mostra una crescita a valore del 4,3%. Seguono gli alimenti secchi con il 40,4% di quota di mercato e un aumento a valore del 13,4%. Gli snack funzionali e fuoripasto per cani e gatti continuano a mostrare nell’insieme dinamiche positive solo a valore, ma la parte gatto registra una crescita a doppia cifra sia a valore che a volume, rispettivamente +10,2% e +11,5%.

Da un’analisi condotta su 50 retailer distribuiti in tutta Italia emerge tra i nuovi trend del mercato pet food l’interesse crescente per i “prodotti complementari” in forma di pastiglie, polveri e paste volti a fornire specifiche integrazioni funzionali per supportare il benessere degli animali da compagnia: il41% dei proprietari conosce e acquista questa categoria di prodotti, il 52% ne ha un’opinione positiva e il 79% è disponibile ad utilizzarli per i propri pet.
Per quanto riguarda i canali distributivi, le Catene+Petshop GDO crescono a doppia cifraa valore per l’umido cane e l’umido Gatto e segnano buone performance anche nel secco cane e secco gatto. Più contenuti gli aumenti a valore nel Grocery e nei Petshop Tradizionali per l’umido cane e gatto e per i secchi gatto, mentre i secchi cane crescono solo nei Petshop Tradizionali. Infine, sul fronte degli Snack, il segmento gatto cresce significativamente a valore sia nel Grocery che nelle Catene Petshop+Petshop GDO, meno nei Petshop Tradizionali.

ACCESSORI

Nel 2024il mercato “alimenti per altri animali da compagnia” ha registrato un fatturato pari a 13,4 milionidi europresso la GDO,facendo segnare una flessione a valore pari a -3,9% a fronte di una riduzione dei volumi del -4,5%, con dinamiche simili nei canali distributivi Ipermercati, Supermercati e Libero Servizio.

Anche il mercato degli accessori in GDO mostra un calo di fatturato pari al -2,6% e delle unità vendute pari al -0,7%, con una flessione maggiore nell’Ipermercato che vale un quarto del fatturato totale. Si segnala tuttavia che, poiché questi dati fanno riferimento esclusivamente alla GDO, possono non rispecchiare gli andamenti generali. Gli accessori sono infatti disponibili con un ampio numero di referenze sia nei canali specializzati, che online. È il caso degli antiparassitari, segmento che ha visto un’innovazione di prodotto negli ultimi anni, i quali flettono sia a valore che in unità in GDO, ma nello Specializzato crescono del 10,7% in valore e +6,8% in unità.

Infine, le lettiere per gatto: pur considerabili come accessori appartenenti al segmento igiene, vengono invece rilevate a parte, in quanto costituiscono il più importante segmento non-food nel canale GDO, con un fatturato di oltre 102 milioni di euro. Nel 2024 il mercato segna una crescita a valore del +2,5% e a volume di +1%.

Dall’elaborazione di dati interni, il valore totale del mercato online degli alimenti per cani e gatti in Italia nel 2024 è pari a 451 milioni di euro con una crescita anno su anno dell’8,2%, trainata dal gatto.

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