Il 2024 è stato in Italia l’anno più caldo della serie storica. Sono stati raggiunti due nuovi record in Italia: +1,33°C per la temperatura media e +1,4°C per la temperatura minima, entrambe calcolate rispetto alla media di riferimento 1991-2020. Particolarmente alte le temperature nel mese di febbraio 2024 con un’anomalia positiva di +3,15 °C. Si conferma nel 2024 anche nel nostro Paese il trend osservato a livello europeo.
È il quadro che emerge dal Rapporto “Il clima in Italia nel 2024” di SNPA – Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente,composto dall’Ispra-Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale e dalle Agenzie per l’ambiente di Regioni e Province autonome. Il documento fornisce una descrizione dello stato del clima e della sua evoluzione nel nostro Paese, con analisi e valutazioni a scala nazionale, regionale e locale. Il Rapporto contiene alcuni approfondimenti sugli eventi più critici che si sono verificati nel corso dell’anno.
Guardando alla serie della temperatura dal 1961, a partire dal 2000 le anomalie sono state quasi sempre positive nel 2024 tutti i mesi dell’anno sono risultati più caldi della media di riferimento. Su base stagionale, l’anomalia positiva più elevata è stata registrata in inverno, che, con +2,18°C sopra la media, si colloca al primo posto fra i più caldi della serie storica.
Analogamente alla temperatura dell’aria, la temperatura superficiale dei mari italiani nel 2024 si colloca al primo posto della serie, con un’anomalia di +1,24°C rispetto alla media climatologica 1991-2020. A partire dal 2007 le anomalie sono state sempre positive, con l’eccezione del 2010. Le anomalie medie sono state positive in tutti i mesi del 2024, con massimi ad agosto e luglio.
Le precipitazioni cumulate annuali in Italia nel 2024 sono state complessivamente superiori alla media climatologica 1991-2020 di circa l’8%. L’anomalia di precipitazione è stata positiva al Nord, dove il 2024 ha rappresentato il secondo anno più piovoso della serie storica, prossima alla media al Centro e negativa al Sud e Isole. I mesi relativamente più secchi sono stati novembre, normalmente tra quelli più piovosi, e luglio, mentre i mesi con l’anomalia di pioggia più elevata sono stati febbraio e marzo. L’analisi su base stagionale indica che l’estate è stata meno piovosa rispetto alla norma, mentre le altre stagioni sono state più piovose della media di riferimento.
L’indice CDD-Consecutive Dry Days, che rappresenta il numero massimo di giorni asciutti consecutivi nell’anno, ha fatto registrare valori elevati su gran parte della Sardegna e della Sicilia, dove si sono avuti fino a 146 giorni secchi consecutivi.
Mediamente, su scala annuale,quasi il 50% dell’Italia è stato colpito da siccità, da estrema a moderata, per effetto combinato della riduzione di precipitazione e dell’aumento della quota di evapotraspirazione dovuto alle alte temperature.
A livello nazionale, grazie all’abbondanza di piogge al Nord, la disponibilità di risorsa idrica, stimata in 157,9 miliardi di metri cubi, è tornata a valori superiori alla media annua storica, sebbene rimanga negativo il trend dal 1951 a oggi.
Fra gli eventi idro-meteo-climatici estremi più rilevanti è da menzionare l’alluvione del 29-30 giugno 2024 che ha interessato la Valle d’Aosta e il Piemonte settentrionale, causata da precipitazioni che hanno raggiunto localmente e in poco tempo valori molto alti ed eccezionali. Molteplici sono stati gli effetti al suolo: fenomeni di esondazione, colate detritiche, erosioni dei torrenti e alluvioni. Nel corso dei primi mesi dell’autunno, l’Emilia-Romagna è stata nuovamente colpita da importanti fenomeni alluvionali a seguito di quantitativi di precipitazione localmente eccezionali che, in un contesto di suoli generalmente già saturi, hanno causato ingenti danni al territorio.
